CLASSIFICA PUNTI 2012/13

28.3Pnt27.6Pnt 27.0Pnt 26.7Pnt26.3Pnt
agg.25-03
CLASSIFICA RIMBALZI 2012/13

12.5Reb11.8Reb11.6Reb11.5 Reb11.4Reb
agg.25-03
CLASSIFICA ASSIST 2012/13

11.1 Ast 9.7 Ast 9.3Ast 8.7 Ast 7.7 Ast
agg.25-03
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giovedì 17 gennaio 2013

NUOVE DIVISE PER L' ALL STAR GAME



E' in arrivo il sessantaduesimo All Star Game, e proprio per questa ricorrenza, l' Adidas ha pubblicato le nuovissime uniformi per l' evento in questione che si terrà il 17 Febbraio.
Fantastica l' idea di ispirarsi alla storia aeronautica di Houston, infatti le magliette traggono spunto proprio dalla velocità degli aerei che sfrecciano nel cielo.
Bellissime divise, che oltre alla bellezza, sono state realizzate per poter permettere meglio ogni tipo di movimento.
Oltre alle divise in se, sono stati recati cambiamenti anche alla casacca per il riscaldamento che saranno bianche e nere con inseriti riconoscimenti che ogni giocatore ha potuto collezionare nei vari All Star Game e nella carriera NBA.
A proposito di tutto ciò, il vicepresidente dell' Adidas, Lawrence Norman, ha voluto rivolgere due parole:

“L' All Star Game è un momento molto emozionante per noi e ci permette di celebrare la cultura del basket nel mondo unita con la storica line dell' Adidas.
Il 2013 è il sesto anno per l' Adidas all' All Star Game e ogni anno non vediamo l' ora di introdurre nuove innovazioni”.

-JACK-

LEBRON JAMES CON 20.000 PUNTI E 5.000 ASSIST



Lebron James ha realizzato il suo nuovo record, del piu giovane giocatore a raggiungere quota 20.000 punti in carriera.
Kobe è stato spodestato, dai 25 punti di Lebron effettuati nell' ultima gara che gli hanno fatto oltrepassare i 20.000 di 7 punti, quindi quota 20.007.
Il prescelto ha dichiarato:

“Significa molto per me. Mi ritengo fortunato ad essere stato sempre integno fisicamente”.

Come se non bastasse, giusto per rendere piu saporito il piatto, the King James ha anche oltrepassato quota 5000 assist in carriera, ma oramai si tratta di bazzecole.

-JACK-

KAREEM ABDUL-JABBAR PARLA DI KEVIN DURANT




Parole di un campione. Parole di Kareem Abdul-Jabbar. Dichiara che Durant ha le potenzialità per poter diventare il miglior marcatore nella storia dell' NBA. Ecco le sue parole:

“Ha talento. Tutto dipendera dalla sua salute e se rimarra sempre concentrato sull' attacco.
Puo segnare da ogni lato del campo. Non è uno che pensa solo ai numeri, ma è un giocatore che punta a vincere e capire al meglio il gioco”.

Dopo tali affermazioni anche Durant pubblica due parole in merito alla questione:

“Non so se saro il migliore di sempre ma se continuero a lavorare sodo mai dire mai”!

-JACK-

lunedì 14 gennaio 2013

DAMIAN LILLARD RISCHIA DI EGUAGLIARE MJ



Damian Lillard si spinge sempre piu avanti. Oltre ad esser stato lusingato da Lebron James in persona come un grandissimo giocatore di basket, e dopo che tante voci sostengano che lui sia davvero un fuoriclasse, ora, Lillard, rischia di essere chiamato all' All Star Game, ed in questo modo riuscirebbe a ripetere le gesta che nessuno dai tempi di Jordan riuscì ad eguagliare, come rookie chiamato all' All Star Game a 28 anni di distanza.

-JACK-

domenica 13 gennaio 2013

ALLO STPLES CENTER, ESCONO IN ANTICIPO I PILASTI



Non è accaduto nulla di particolarmente rilevante sul campo, i Lakers hanno perso la partita contro i Thunder purtroppo, e gli animi dei fans si sono sicuramente abbattuti nuovamente per l' ennesima sconfitta che porta i gialloviola ad un record negativo di 15-21.
Cio che ha risaltato però in questa sconfitta è che ad abbandonare il palazzetto Lakers, in anticipo, questa volta sono stati i pilastri portanti.
Jack Nicholson e Adam Sandler si sono alzati prima della fine dei giochi per abbandonare la partita, e come se non bastasse Magic Johnson ha dichiarato pubblicamente la fine dei Lakers ed ha fatto diversi apprezzamenti sul gioco dei cugini Clippers.
Dopo questi duri colpi i fans saranno veramente demoralizzati.


-JACK-

LEBRON JAMES...... RACCONTATO DA ALLEY-OOP (PARTE 4)



Continua la rubrica riguardando Lebron James, e riprendiamo da dove avevamo troncato il discorso l' ultima volta.
La vita sportiva del campione continua, e noi la narrereamo in questo modo.

Mettiamo chiarezza sulla “sua scelta” di cambiare franchigia. Tutti dicono che è stata una sua scelta quella di cambiare squadra, e di passare dai Cavs agli Heat, ma non è effettivamente tutto vero.
Dopo la sconfitta ai playoff contro i Celtics, iniziarono a girare voci riguardanti l' evenienza di un rinnovo mancato.
Il prescelto è diventato un free agent, e i Cavs non erano cosi ben predisposti per un rinnovo, anche se le motivazioni di tale scelta restano un po dubbie.
Gente come Michael Jordan ha rilasciato dichiarazioni come:

“Ero troppo impegnato a cercare di battere Larry Bird e Magic Johnson per pensare di giocare con loro”.

Ma studiando bene i fatti, si è vero James avrà pur scelto la squadra, ma è altrettanto vero che è stato costretto ad una scelta essendo che i Cavs non lo avrebbero rinnovato.
Ora restava da scegliere se andare in squadre come quella dei Bobcats o dei Wizards, oppure puntare a spingersi oltre al limiti, giocando con atleti che avevano una marcia in piu.
Un campione dalle capacità di Lebron, ha preferito alzare il livello di gioco, e smetterla di giocare da solo, ma iniziare a giocare di squadra, essendo il basket un gioco di squadra.
E' normale che abbia preferito una scelta del genere, sicuramente incrementando le possibilità di un titolo NBA, ma facendo anche in modo di avere una grandissimo gioco di squadra, dove non sia lui l' unico a segnare 30 punti a partita.
Il suo cambio franchigia occupo un ora di speciale trasmesso dalla ESPN, tenutosi l' 8 Luglio 2010 che non ha lasciato ben capire cosa intendesse fare il prescelto.
Poche ore dopo lo speciale ci pensa James a chiarire il tutto pubblicando tali parole:

“This fall i Will take my talents to south beach and i will join the Miami Heat”.

Dopo questa notizia il proprietario dei Cavs ha promesso ai suoi fans, che i Cavaliers avrebbero vinto un titolo NBA prima della stella Lebron James..................
Nel frattempo a Cleveland le magliette con il numero 23 bruciano, ma Miami è in festa, sta arrivando Lebron James.

Lebron va in contro ad un contratto di 6 anni affiancandosi a Wade e a Bosh, e visto i nomi illustri presenti in squadra era impensabile mantenere tutti e 3 gli stipendi, ed è questo che il campione andrà a prendere meno soldi rispetto al massimo ottenibile, per permettere agli Heat di mantenere i 3 giocatori.
Buona stagione per James, ed anche per gli Heat, nonostante un primo record negativo dovuto sopratutto al fatto che James era un estraneo.
Risalgono i fretta la classifica per posizionarsi al secondo posto in conference. In Dicembre James diventa il giocatore del mese, ottiene la settima chiamato all All Star Game e viene rivotato giocatore del mese in Gennaio, in sintesi, un campione.

Ottimo l' All Star Game 2011 dove James segna una tripla doppia con 29 punti 12 rimbalzi e 10 assist, diventando secondo solo a MJ.
Arrivano altri riconoscimenti, Con la chiusura della stagione, James mette a referto 26,7 punti 7 assist e 7,5 rimbalzi diventando cosi il settimo giocatore della storia a segnare 2000 punti in sette stagioni di seguito, non che il piu giovane a farlo.
Lebron viene incluso nell All-NBA First team e nel All-Defensive team della lega, e per l' ennesima volta arriva ai playoff.
Va tutto alla grande, battono i 76ers, battono i nemici di James, Boston, arrivano alle finali di conference e spazzano via i Bulls per ritrovarsi in finale con i Mavs come nel 2006, ma questa volta non sono gli Heat a vincere. Il titolo lo intascano a Dallas quest' anno.

Buona per James anche la stagione successiva, piazzandosi nuovamente al secondo posto della conference, e mantenendo una media di 27,1 punti, praticamente 8 rimbalzi e poco piu di 6 assist di media a partita.
Nella stagione 2011-12 sono in arrivo grandi riconoscimenti per il campione, infatti ottiene per la 3a volta il premio di MVP di tutta la stagione NBA.
Hanno inizio i playoff, e James sfodera una forza ed un audacia incredibili durante questo evento, cancellando di nuovo la franchigia di Boston e portandosi in finale sconfiggendo in modo pesante la franchigia di Oklahoma con un record di 4-1.
E' qui che Lebron segna un altra tripla doppia, ma questa volta è diverso, essendo che è l' unico giocatori di tutti i tempi a mette a segno una tripla doppia durante le finali NBA.
Lebron entra nella storia, ecco il suo primo titolo NBA che finalmente arriva.
Oltre a questo vince anche il titolo MVP delle finali.
Si fa avanti Larry Bird dichiarando:

“James dovrebbe essere considerato come uno tra i migliori giocatori della storia dell' NBA”.

Il nome di James viene sempre piu marcato, infatti ad inizio 2013 viene dichiarato il miglior giocatore statunitense dell' anno, riconosenza assegnatagli dalla USA Basketball, mettendolo all' interno dell' albo d' oro dove gia militano MJ, Shaq e KD.

CONTINUA......................

-JACK-

mercoledì 9 gennaio 2013

LEBRON JAMES...... RACCONTATO DA ALLEY-OOP (PARTE 3)



Arriva il suo momento, Lebron viene preso dalla lega di NBA. Per lui viene spesa la prima scelta assoluta al primo giro del draft 2003.
Il suo grande debutto decanta 25 punti e 9 assist contro la franchigia di Sacramento. Non ostante un infortunio subito nel corso della sua prima stagione, riesce lo stesso a partecipare a quasi 80 gare nel quale ha ottenuto una media di 20,9 punti 5,5 rimbalzi e 6 assist. Niente male per il suo debutto nel mondo dell' NBA.
Ottiene uno dei suoi primi riconoscimenti nella lega. Diventa infatti il terzo atleta di basket esistente a raggiungere tali risultati nel primo anno di NBA e vince dunque il suo premio di rookie dell' anno.
Niente playoff per Lebron nel primo anno di carriera essendo che il record era pari a 35 W 47 P, ma non tutto è andato male perchè sta nascendo una stella.

Come succedeva a scuola, Lebron di anno in anno incrementa notevolmente le sue prestazioni, infatti nel secondo anno le sue statistiche sono pari a 27,2 punti 7,4 rimbalzi e 7,2 assist. Vi è un detto abbastanza conosciuto che dice: “tutto quello che sale, deve anche scendere” ma non è assolutamente il caso di Lebron, il campione va contro le leggi della fisica, ma purtroppo anche nell' anno 2004-05, le 80 partite di James non portano i Cavs ai playoff.


L' anno successivo i punti di media annuali diventano 31,4 ed arriva anche un trofero, quello di MVP all' All Star Game e segna nel frattempo anche un piccolo record, cioè il giocatore piu giovane ad aggiudicarsi tale premio.
Iniziano i suoi primi playoff ed il primo turno passa con 35,7 punti di media, per poi fermarsi durante il secondo passo contro i Detroit Pistons che vincono gara 7.
Miglior punteggio in partita ottenuto per lui durante questa stagione, con un totale di 56 punti segnati contro i Raptors.

Stagione 06-07 sembrerebbe un po sacrificata da parte del prescelto, che segna una media di oltre 27 punti a gara, quasi 7 rimbalzi e 6 assist con un entrata assicurata ai playoff.
Infatti i playoff hanno inizio, e tutto sembra andare alla grande: battono i Wizard, i Nets e i Pistons, per arrivare in finale contro gli Spurs.
Arrivano per la prima volta alle finali di NBA, e tutto è dovuto allo stesso Lebron che nell' ultima gara disputata prima di entrare in finale, mette a segno 48 punti, 9 rimbalzi, 7 assist, 2 palle recuperate e 2 stoppate aggiudicandosi sul finale, un tiro decisivo a 2,2 secondi dalla fine del secondo overtime chiudendo cosi la partita con un risultato pari a 109 – 107.
E' stata la sua ultima prodezza, infatti gli Spurs in finale battono i Cavs per 4-0 con un Lebron sotto le aspettative.


Il 2007-08 non è sicuramente un anno da buttare via, essendo che Lebron risulta essere il migliore realizzatore della lega, e vince nuovamente l' MVP dell' All Star Game portando nuovamente i Cavs ai playoff, dove trovano a sbarrare la strada i Celtics, che concludono in gara 7 per 97-92 nonostante un Lebron da 45 punti.
Lo stesso anno viene proiettato More Than a Game (documentario del quale abbiamo parlato in questa rubrica in parte 2).

Nel 2008-09 arriva un altro premio per James, ed un record per i Cavs, essendo che the King James vince l' MVP della regoular season ed è il primo giocatore di Cleveland a vincere tale premio. Oltre a questo, la squadra acquisisce un record favoloso vincendo 66 partite e perdendono solo 16.
I playoff si toccano anche nel 2009 con 2 schiaccianti vittorie 4-0 ottenute su Detroit ed Atlanta ed una brutta sconfitta per 4-2 contro i Magic nonostante lo stesso impareggiabile Lebron che mette a segno una media di quasi 39 punti, poco poiu di 8 rimbalzi e 8 assist.
Lebron si ammala!
Gli viene diagnosticato un tumore alla bocca, ma fortunatamente quest' ultimo risulterà essere benigno e scomparirà dal corpo del campione con un intervento di chirurgia.


Stagione 2009-10 che termina con un record di 61 a 21, il secondo MVP di stagione consecutivo e un altro ingresso ai playoff.
I Cavs arrivano in semifinale con gli acerrimi nemici Celtics che gli ruberanno la vittoria con una serie di 4-2, e l' obbiettivo va a sfumare per l' ennesima volta.
Lebron lo ha reso ufficiale: dall' anno prossimo rinuncerà al numero di MJ (23) per portare il numero che indossa in nazionale ed in allenamento cioè il numero 6.

CONTINUA.........................

-JACK-

domenica 6 gennaio 2013

LEBRON JAMES...... RACCONTATO DA ALLEY-OOP (PARTE 2)



Vi fu un noto regista che mise tutto se stesso nel cercare di rappresentare l' infanzia di Lebron James, e chiunque abbia visto il suo documentario lo puo confermare.
Non lasciamoci ingannare dalla parola documentario, essendo che non è un filmato fatto e messo li che racconta a grandi linee la vita di Lebron punto e basta.
Sono molti infatti a dire che questo film di Kristopher Belman, non è solo un documentario a titolo sportivo, ma è un vero e proprio racconto di una vita americana, anzi di cinque vite americane.
Nel film che racconta la vita di James vi sono cose veramente interessanti, che fino al 2008, data di pubblicazione, nessuno conosceva.
Guardando questo documentario si riesce a capire come James nasca dal cemento di Akron con una voglia inimmaginabile di emergere, e di scrivere il suo nome nella storia, che come è stato detto nella puntata precedente, lo fece gia dai tempi del liceo.
In principio i ragazzi raccontati in questo documento, non erano 5, ma 4, e si riunivano alla palestra di Salvation Army.
Ci troviamo sempre ad Akron, città di James che non è molto distante dalla stessa Cleveland; la cittadina contava 200.000 abitanti.
Viene incaricato un genitore dei quattro ragazzi in questione per dar vita ad un torneo di basket, e così fu, il torneo prese piede ed i partecipanti erano presenti.
Per la squadra nella quale giocava James, erano presenti:

Dru Joyce ragazzo minuto, ma agile e dal buon tiro a canestro;

Willie McGee che era ritenuto il ragazzo con piu talento in tutta la città, e definito un ragazzo molto piu maturo rispetto agli altri

Sian Cotton ex footballer prestato al basket per rimbalzi e presenza pesante sotto canestro

Ed in fine Lebron James, un campione

A quel torneo, la squadra di Lebron riesce a vincere tutte le gare, ed arrivano cosi in finale, ma proprio durante quest' ultima sfida, è Lebron James a prendere la palla e ad inventare un tiro da metà campo, ma quest' ultimo usci di pochissimo, e la squadra perse la finale.
I giovani dopo questo toreno andarono al liceo esclusivo per afro-americani Buchtel HS, dove Dru incontra dei problemi relativi alla sua statura, infatti il sogno non continuo, essendo che lo stesso Dru decise di trasferirsi al liceo di St. Vincent St. Mary dove lo seguirono senza indugiare anche i restanti tre compagni.
La squadra era ancora al completo, nonostante le critiche portate dalla comunita afro-americana che si aspettavano invece il primo liceo menzionato come scelta.
E' qui che arriva anche Romeo Travis che fu inizialmente escluso dai giochi, ma poco dopo prese parte alla grande festa della sua squadra.
Filano dritti al punto conquistando 3 titoli su 4 al liceo, come era gia stato narrato in precedenza.
Era diventato un dio per tutti, Lebron era il dio per gli appassionati di palla canestro, ma come tutti, dovrà pur aver avuto un punto di appoggio, chi c' era dietro di lui, chi erano i suoi eroi??
Ed è qui che si apre uno spiraglio nella sua camera dove compaiono i poster dei suoi piu grandi eroi, c' era MJ, c' era Allen Iverson e vi era anche lui, Kobe Bryant.
Sul finale di questo fantastico documentario nasce, in chiusura, la domanda classica, cosa farai adesso?? ed il film si chiude cosi, con Lebron che voleva solo festeggiare, perchè non vi era nulla di piu importante in quel momento, c' era solo da festeggiare, e anche se non dette una risposta a quella domanda, il suo futuro è stato piu che roseo.


CONTINUA............................

-JACK-

LEBRON JAMES...... RACCONTATO DA ALLEY-OOP (PARTE 1)

Il blog di Alley-Oop ha deciso di regalarvi da oggi in avanti, degli approfondimenti, riguardanti, per questo momento, un grandissimo campione che attualmente milita all' interno dell' NBA.
Il suo nome è Lebron James, e con questa nuova rubrica, chiaramente a puntate, verrà raccontata la sua vita e la sua carriera sportiva, per capire come Lebron James è riuscito a diventare il prescelto.
Ecco a voi il primo episodio di questa nuova rubrica riguardante The Chosen One:



Lebron James nasce il 30 Dicembre del 1984, e non è assolutamente nato in una situazione famigliare agiata.
Trascorre infatti la prima parte della sua vita nella città natale, ad Akron in Ohio, con la sola presenza femminile della madre Gloria.
I due, spesso, causa difficoltà economiche erano costretti a “migrare” ed abbandonare la propria abitazione per trascorrere piu periodi a casa di amici che di buon cuore decisero si ospitarli senza troppi problemi.
A breve inizia la carriera sportiva del giovane Lebron, che nel 1999 inizia le scuole superiori ed in men che non si dica viene preso dalla squadra del college che stava frequentando, la St. Vincent St. Mary High School.
Subito inizia a far parlare di se, e si dimostra il grandissimo campione che poi risulterà essere anche nel resto della sua carriera sportiva.
I numeri ed i risultati ottenuti parlano da soli, infatti le sue statistiche erano 21 punti e 6,2 rimbalzi di media a partita nel suo primo anno, e riesce a guidare la sua squadra alla vittoria estrema, cioè 25 vittorie ed una sola sconfitta.
Quell' anno riuscì a far conquistare alla sua squadra il titolo di campioni del campionato dell' Ohio.
Sin dai tempi del liceo, il suo soprannome era “il prescelto”, lui doveva prendere il posto di Erving, Johnson ed Air.
E' stato un giovane ragazzo che ha deciso di bruciare le tappe, data la sua grandissima forza e grandissimo spirito devoluti alla pallacanestro, una forza che lo porta a fare la sua prima schiacciata ad una mano alla tenera età di 14 anni.
Il secondo anno di college, Lebron, mette una marchia in piu ed alza notevolmente le statistiche portandosi a piu di 25 punti, piu di 7 rimbalzi e 6 assist di media a partita, infatti quell' anno gli viene dato il riconoscimento marchiato Mr. Baskeball for Ohio.
Insomma dalla triste e povera infanzia vissuta da James, le cose sembrano andare decisamente meglio essendo che sta risaltando tantissimo nella squadra della sua scuola, e come tutti ben sappiamo, in America, è proprio la scuola a lanciarti nel mondo dell' NBA, ed allora la triste povertà della sua famiglia sarebbe finalmente cessata.
Le cose stavano andando bene, ma ancora niente NBA, ci voleva tempo, era appena iniziata la sua carriera, appena due anni, due anni nei quali ha dimostrato di essere un fuori classe.
Oltre alla statistiche aumentate, il giovane James giuda per la seconda volta consecutiva la sua squadra al titolo, quota 2 e le strade si aprono, ma i riconoscimenti studenteschi non finiscono assolutamente qua, anzi.
Il tempo passa, e Lebron viene targato con 2 nuovi risconoscimenti cioè 2 premi di MVP consecutivi e le sue statistiche continuano a lievitare, infatti si porta ad una media di 29 punti 8,3 rimbalzi e 5,7 assist.
In tre anni, il campione di Akron sta crescendo a vista d' occhio, e sarà pur incredibile ma data la sua magnificenza i fans diventarono sempre piu numerosi, arrivando allo strabiliante numero di 16.000 spettatori per una singola partita.
Incredibile per una squadra del liceo, che per poter contenere una folla da NBA ha dovuto chiedere il palazzetto sportivo all' università del proprio paese.
Il campione si sente pronto, e nel 2002 si dice preparato per una selezione al draft, e questo puntò tantissimi occhi sull' atleta che già a livello di statistiche fa impazzire gli States.
Pur se ancora in tenera età la ESPN decide di far conoscere Lebron James a tutto il mondo degli appassionati della palla a spicchi, e la partita trasmessa in diretta segnò quasi un record ineguagliabile di spettatori, infatti, la trasmissione in questione fu seconda solamente al comeback di MJ.
Si è conclusa per lui la quarta stagione con il college, ed arriva anche il terzo titolo su quattro per lui, ed anche se sembra inutile dirlo, le sue statistiche continuano a crescere sempre di piu, portandosi ad una media stagionale di 31 punti e 9 rimbalzi.
Pubblichiamo di seguito uno spezzone ripreso da una partita del college frequentato dal neo campione Lebron James, la partita in questione viene disputata tra il college di St. Vincent St. Mary ed il college di Brookhaven:


L' NBA è pronto a prenderlo, lui è pronto per l' NBA, ma prima che tutto questo accada, il giovane prescelto decide di accordarsi con la franchigia dei Cavs per qualche allenamento di straforo, e per questa decisione viene multato.
Oramai era al successo, stava diventando davvero qualcuno per il mondo del basket, l' NBA era pronta per supportare un campione di quel calibro, ed infatti, alla scuola dell' Ohio, quell' anno viene data la prima scelta assoluta, per il draft NBA dell' anno 2003, sta nascendo un campione, un campione chiamato Lebron James.

CONTINUA...........................

-JACK-

sabato 5 gennaio 2013

KOBE BRYANT ED IL VENTO DEI RICORDI


Kobe Bryant dopo la sconfitta subita si è lasciato prendere dal vento dei ricordi, riportando alla memoria tempi lontani.
Tutto inizia con una frase pubblicata su twitter:

"Troughts of self doubt... Am i done? Is this how career will end? I refuse to give in to these troughts".

Per continuare con un discorso aperto sui Lakers, a livello generale. Kobe dice che i momenti di difficoltà li hanno tutti, e questi devono essere affrontati.
Parla di lui e della sua squadra, di come le diverse persone affrontano diverse problematiche, dicendo che lui è sicuramente è piu avventato nella risoluzione dei problemi, dicendo che si butta a capofitto nelle cose che gli si pongono davanti, e che non sa come le affrontino invece i suoi compagni, magari in modo piu titubante rispetto al suo.
Non mette sicuramente a confronto i livelli di problematiche, anzi, dice che sicuramente le problematiche dei suoi compagni possono pur esser complesse, pero il punto della questione è la risoluzione di quest' ultime, e lui sicuramente è un grande risolutore.
Poi il discorso cambia pagina, ed il nuovo capitolo porta il titolo di Kobe & Shaq.
Kobe ne parla come un qualcosa di unico ed inimitabile, ed in effetti è proprio cosi che è stato, Kobe e Shaq era un duo incedibile e dalla dubbia sopravvivenza, ma ci sono riusciti, sono riusciti a convivere sul campo e fuori dal campo. Bryant afferma che entrambi erano due maschi alfa all' interno della squadra, come potrebbero esserlo stati Jordan e Chamberlain, che infatti non sarebbero mai riusciti a coesistere.
Tutto è andato bene fino al momento in cui Shaq in una dichiarazione ai microfoni dell' ESPN ha affermato che Kobe non avrebbe mai vinto un titolo senza di lui.
Da quel momento le cose hanno iniziato ad andare male tra di loro, ed ha smesso di esistere il fantastico duo, nel quale Kobe si è sacrificato moltissimo per il bene della squadra, mettendo da parte diversi riconoscimenti personali, essendo che lo stesso Phil Jackson in molte occasioni doveva far affidamento su Shaquille O'Neil.
Bryant rispecchia la vecchia situazione su quella attuale e dice che una cosa del genere non accadrà in questo momento con Dwight Howard, perchè prima erano Kobe e Shaq, ora sono Kobe, Nash, Howard e Pau. Non potrebbe mai funzionare, e non sarebbe mai la stessa cosa.

-JACK-

mercoledì 19 dicembre 2012

DIKEMBE MUTOMBO RITORNA, MA NON IN NBA, TORNA PER SALVARE IL MONDO


Nulla riguardante l' NBA, per lo meno non l' NBA attuale, essendo che tale notizia parla di un ex giocatore, un giocatore che ha segnato la storia con le sue prodezze e sopratutto con il suo gesto fatto con l' indice, che stava ad indicare "not in my house", gesto che faceva dopo aver stoppato gli avversari; ma questa volta fa parlare di se senza dover richiamare il gioco del basket.
Il giocatore in questione è Dikembe Mutombo che dopo aver concluso ufficialmente la sua carriera nella stagione 2008/09, si è dato al 100% alla sua associazione benefica a favore dell' Africa.
Ora Mutombo è diventato un icona televisiva, essendo che sta prendendo parte a molti spot per l' azienda con la quale ha firmato un accordo, ed oltre a questo prende parte (ne è a tutti gli effetti il protagonista principale) ad un singolare videogioco, che richiamerà la data 21 Dicembre (la fine del mondo per i Maya).
Il video gioco in questione sarà suddiviso in piu missioni nelle quali l' ex stella NBA cercherà di salvare il mondo dalla profezia preannunciata dai Maya, ed esso sarà completamente gratuito.
Per questioni di Privacy non verrà inserito alcun link riportante al download del videogioco, anche se sicuramente sarà reperibile con molta semplicità in rete.

-JACK-

lunedì 17 settembre 2012

LA FAMIGLIA MILLER NELLA HALL OF FAME

Cheryl D. Miller
Reggie Miller

è Reggie Miller che torna a far parlare di se, entrando nelle Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.
Ci entra come 14esimo realizzatore di sempre con 25.279 punti in carriera, e secondo realizzatore di triple, che ammontano a 2.560 (superato da poco da Ray Allen).
Il giocatore può vantare 18 anni di carriera con la stessa divisa (Indiana Pacers), ma in questi record vi è ancora qualcosa di più ineguagliabile.
Non si tratta di Reggie Miller, ma della famiglia Miller, essendo che l' atleta andrà a far compagnia alla sorella, Cheryl Miller, campionessa di basket femminile 80-90, ed anch' essa venne a sua volta inserita nella Hall of Fame nel 1995 (Viene da molti considerata la giocatrice più forte di sempre nel mondo del basket).
Sono i primi in assoluto, due fratelli a ricevere tale onorificenza.
Reggie dichiara: 
"Sono onorato, e per la mia famiglia è un vanto e la cosa che più mi entusiasma è che nessun altro può vantare questo traguardo".
A quanto pare non era il solo; questo traguardo è stato conseguito grazie al duro ritmo di allenamento mantenuto negli anni da Reggie Miller, ma anche da un fattore di genetica, il basket scorre nel sangue della famiglia Miller, non lo sport, neppure l' atletica, ma IL BASKET!! 

-JACK-

domenica 16 settembre 2012

MVP!! UNO è POCO, CE NE VOGLIONO DUE!!

Oggi giorno i giocatori dell' NBA possono ambire alla conquista di diversi traguardi, ed i più importanti  sono i premi MVP della regoular season e delle finali, creati rispettivamente nel 1955 e nel 1969.


Da quando quest' ultimi sono stati creati, solo 10 giocatori hanno avuto l'onore di vincere entrambi i trofei nella stessa stagione, essendo un bis particolarmente difficile, richiedendo al giocatore che li vince 9 mesi di impegno non stop, per rendere l' idea della difficoltà, solamente MJ e Bird sono riusciti a vincere entrambi per piu di una volta.
Al campione Kobe Bryant, infatti, questo bis è sfuggito anche se di premi in vetrine ne ha a bizzeffe.
A 10 anni di distanza dall' ultimo atleta che riuscì nell' impresa (Tim Duncan), appare il nome di Lebron James.
Ecco l' elenco aggiornato dei giocatori che riuscirono nell' ardua impresa:

- Willis Reed (NYK 69-70) battendo i Lakers in gara 7
- Kareem Abdul-Jabbar (MIL 70-71) battendo i Wizards in gara 4, con ottima accoppiata Jabbar-Robertson
- Moses Malone (76ERS 82-83) battendo i Lakers di Magic con uno schiacciante 4-0

- Larry Bird (BOS 83-84) battendo i Lakers in gara 7

- Magic Johnson (LAL 86-87) vincendo su boston in gara 6
- MJ (CHI 90-91) contro le solite vittime (Lakers)
- MJ (CHI 91-92) contro Portland, sin da gara uno la serie era a senso unico

- Hakeem Olajuwon (HOU 93-94) battendo il grande Ewing in gara 7
- MJ (CHI 95-96) segnando il record della regoular season (72W 10L)
- MJ (CHI 97-98) ultimo titolo per MJ difronte al pubblico di Salt Lake City

-Shaq (LAL 99-00) con i Lakers di Phil Jackson distrugge i Pacers
- Tim Duncan (SAS 02-03) vincono 4-2 sui Nets
- Lebron James (MIA 11-12) le grandi gesta del campione nelle ultime finali dei Play Off

-JACK-

venerdì 24 agosto 2012

DO YOU BELIEVE IN MIRACLES?

Reggie Miller, semifinale di Conference 1995 gara 1, al Madison Square Garden di NY contro i Knicks di Patrick Ewing. 8 punti negli ultimi 18 secondi di partita che spiana la strada ai suoi Pacers per il passaggio alla finale di Conference. C'è gente che ancora non ci crede.



Tracy McGrady, 9 Dicembre 2004, partita di regular season contro i San Antonio Spurs. Partita ormai ai titoli di coda, probabilmente anche la mamma di Dan Peterson aveva già buttato la pasta. Ci pensò The Big Sleep a cambiare il corso delle acque con 13 punti negli ultimi 35 secondi. Se questo non è un miracolo, chiedetelo a Tim Duncan!



-Moka-

mercoledì 22 agosto 2012

BE LIKE MIKE

Correva l'anno 2003 quando Air Michael Jordan annunciò il suo terzo e ultimo ritiro dall'NBA. Dopo di lui si parlò tanto dei suoi possibili successori e degni eredi al trono: da Tracy McGrady a Vince Carter, da Kobe Bryant a Lebron James. La verità è che nessuno di loro ha potuto, può e potrà mai eguagliare MJ. Anche chi non conoscesse Mike neppure per sentito dire avrebbe dei dubbi a riguardo leggendo la sua lettera di addio al basket.

Abbiamo pensato di pubblicarvela come giusta introduzione al nostro blog! 


Cara pallacanestro,

Sono passati quasi 28 anni dal giorno in cui ci siamo incontrati per la prima volta; 28 anni dal giorno in cui mi sono accorto di te nel campo dietro casa, davanti al garage; 28 anni da quando i miei genitori ci hanno presentato. Se a quel tempo qualcuno mi avesse detto cosa sarebbe successo fra di noi, non sono sicuro che gli avrei creduto. Ricordavo a mala pena il tuo nome. Poi ho iniziato a vederti in giro per il quartiere e a guardarti in televisione. Ho cominciato a vederti con gli altri ragazzi, ai playground. Quando mio fratello più grande ha iniziato a dedicarti qualche attenzione in più, ho cominciato a pensare che tu potessi essere diversa. Siamo usciti un paio di volte assieme. Più ti conoscevo, più mi piacevi. E come spesso accade nella mia vita, proprio quando mi sono interessato a te, proprio quando ho cominciato a fare sul serio, tu mi hai lasciato fuori dalla squadra del liceo. Mi hai detto che non ero abbastanza bravo. Ero distrutto. Ci sono rimasto veramente male. Penso di avere anche pianto. Da quel momento in poi, ti ho desiderata ancora di più. Per questo mi sono allenato. Mi sono fatto in quattro. Ho migliorato il mio gioco. Passaggi. Palleggio. Tiro. L’aspetto mentale del gioco. Ho corso. Ho fatto flessioni, piegamenti, sollevato pesi, ho studiato ogni tuo aspetto. Ho cominciato ad innamorarmi di te e tu lo hai notato. Almeno così mi ha detto coach Dean Smith. Allora non ero sicuro di quello che stava accadendo. Ma ora lo so. Coach Smith mi stava insegnando come amarti, come stare ad ascoltarti, come capirti, portarti rispetto ed apprezzarti. E poi è successo. Quella sera, al Louisiana Superdome, nei secondi conclusivi della Finale NCAA contro Georgetown, mi hai cercato e mi hai trovato in un angolo e abbiamo ballato insieme. Da allora, per me sei diventata molto di più di un semplice pallone da basket, di un campo, di un canestro, di un paio di scarpe. Sei molto più di un gioco. In un certo senso, sei diventata la mia vita. La mia passione, la mia motivazione, la mia ispirazione. Sei la mia tifosa più grande e la mia critica più dura. Sei la migliore fra le mie amiche e la mia alleata più forte. Sei la mia insegnante più stimolante e la mia studentessa più esigente. Sei la mia compagna di squadra ideale e la mia avversaria più difficile. Sei il mio passaporto in giro per il mondo e il mio visto d’ingresso nel cuore di milioni di persone. Così tanto è cambiato dal primo giorno in cui ci siamo incontrati e per tutto quello che è successo nel frattempo devo dire grazie a te. Per cui, se non mi hai sentito prima pronunciare il mio grazie, lascia che lo faccia adesso davanti a tutto il mondo. Grazie. Grazie pallacanestro. Grazie per tutto. Grazie per tutti quelli che mi hanno preceduto. Grazie per tutti quelli che sono scesi in battaglia con me. Grazie per i titoli e per gli anelli. Grazie per gli All-Star Game e per tutti i playoff. Grazie per i tiri decisivi, quelli sulla sirena, per i falli duri, per le vittorie e per le sconfitte. Grazie perché ho dovuto conquistarmi ogni cosa. Grazie per il n° 23. Grazie per North Carolina e per Chicago. Grazie per “Air” e per il sopranome. Grazie per le entrate e per le acrobazie aeree. Grazie per la Gara delle Schiacciate. Grazie per la volontà e per la determinazione, per il cuore e per l’ anima, per l’orgoglio e per il coraggio. Grazie per lo spirito competitivo e per gli avversari di ogni mia sfida. Grazie per i fallimenti e per le delusioni, per le lodi e per gli applausi. Grazie per il Triangolo. Grazie per il baseball e per i Barons. Grazie per avermi perdonato. Grazie per gli assistenti allenatori, i trainer e i massaggiatori. Grazie per gli speaker, gli arbitri, i giornalisti, gli opinionisti, i commentatori televisivi e radio. Grazie per i Pistons e per i Lakers, per i Cavs e peri Knicks, per i Sixers e per i Celtis. Grazie per Phoneix, Portland, Seattle e Utah. Grazie per i Wizards. Grazie per chi ha creduto in me e per chi ha dubitato di me. Grazie per coach Smith, coach Loughery, coach Albeck, coach Collins e coach Jackson. Grazie per l’istruzione e per l’esperienza. Grazie per avermi insegnato il gioco che sta dietro, sotto, dentro, sopra e tutto attorno al gioco…il gioco del gioco. Grazie per ogni tifoso che ha mai pronunciato il mio nome, che ha applaudito me o miei compagni, che ha mai dato un ‘cinque’ o una pacca sulla spalla. Grazie per tutto quello che hai dato alla mia famiglia. Grazie per la luna e per le stelle e per ultimi, ma non da ultimi, grazie per Bugs e Mars. So di non essere il solo ad amarti. So che tu hai amato tanti prima di me e tanti altri ne amerai ancora dopo di me. Ma so anche che quello che c’è stato tra noi è stato unico. Speciale. Così, mentre il nostro rapporto, come succede in ogni rapporto, cambia e si evolve, una cosa è certa: ti amo, Pallacanestro. Amo tutto di te e lo amerò sempre. I miei giorni da giocatore nella NBA sono finiti per sempre ma il nostro rapporto non terminerà mai.

Con Amore e Rispetto

Michael Jordan


-Moka e Jack-